Wylie Dufresne… Che dire, quest’uomo ha praticamente scritto il suo destino scelta dopo scelta.
Di ristoranti come questo ce ne saranno pochi e di cui prima di lui, non se ne ha memoria alcuna.
Una meccanica linquistica, accompagna il lettore nella scoperta semplice e realistica della vita, delle scelte, delle ricette e dello staff che hanno contribuito al successo di questo straordinario ristornate.
Trovo sia un atto di profondo rispetto dare al proprio staff il credito per le loro idee, e non molti lo fanno.
Ci sono pochi libri che mi impressionano, e questo c’era quasi riuscito.
L’unica pecca, (e questa è un opinione personale) è stata la scelta dello chef di affiancarsi come co-autore questo personaggio Peter Meehan un celebre e pluripremiato scrittore statunitense che reputo essere una delle cause principali delle discrepanze che ho trovato nelle ricette.
E’ vero, forse parto prevenuto, può capitare che delle ricette non funzionino quando si arriva a mettere le mani sulla cucina moderna, pochi grammi di un ingrediente o semplicemente un passaggio inesatto volgono inevitabilmente ad un fallimento per certe preparazioni.
Purtroppo per Peter io che ho letto il libro Momofuku all’epoca non lo trovai assolutamente brillante come invece lo proclamò il resto della critica americana, proprio come in quel caso anche in WD50 l’approccio pratico viene ridimensionato portando i procedimenti delle ricette ad uno schema essenziale di base quando a non essere di base è proprio la natura delle ricette che, essendo estensioni di una cucina unica, che ha prodotto cibi unici, con ricette uniche, non può essere liquidata da falsi passaggi o l’omissione di ingredienti, in Momofuku questo non era percepibile poichè le ricette osavano, in termini di tecnica, raramente.
Punti di vista, chi sono io?

Sono un imbecille che pensa di trovare persone serie che scrivono ricette serie in libri che costano un giorno di lavoro.
In galera vi manderei, a voi, i co-autori a chi v’ha stampato il libro a chi ne parla subito bene prima di aver provato le ricette ma sopratutto la cosa che più non sopporto è la consapevolezza che da parte di chi scrive non c’e’ mai il prendersi la responsabilità del proprio prodotto fino in fondo.
Un libro di cucina non è un libro di narrativa, non stiamo vendendo fumo ragazzi…

come ogni prodotto per produrre, se non funziona ci dovrebbe essere o un rimborso o una riparazione da parte di chi una cosa del genere ha avuto il coraggio di metterla in commercio.

Riparate al torto fatto.
Caro Wylie, tra una ciambella e l’altra, per cortesia, rileggiti il tuo libro.

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