Hi Everyone!

Oggi voglio farvi considerare una verità che giace sepolta sotto cumuli di ignoranza.
Nel 2010 uscivano le prime ricerche relative all’uso delle algee nella produzione della pasta industriale.

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Ad oggi la produzione e la vendita di certi tipi di pasta viene destinata ad un pubblico molto ristretto per le ovvie ragioni relative al prezzo.
Ovviamente il prezzo elevato di certi prodotti viene giustificato dalla banale correlazione che si ottiene a prendere in considerazione le proprietà benefiche attinenti a determinati alimenti.
Pubblicità mirata ed una totale mancanza della quantità sufficiente di informazioni porta a pagare oro delle semplici algee.
Incuriosito dalle informazioni che sono riuscito ad apprendere dai vari “scientific journals”, ho deciso di addentrarmi di persona nella comprensione materiale di queste nuovi ingredienti per testarne le eventuali applicazioni pratiche.
Le mie prove si riassunsero nel concepimento di un piatto con cui mi inscrissi alla San Pellegrino Young Chef Competition.
Riproponendo la tendenza all’uso di prodotti semplici, ovviamente con preparazioni complicate e non, mirate ad avere contrasti netti e semplici misi insieme un piatto realizzabile in 4 ore.
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La pasta, ciò di cui volevo discutere è un semplice impasto di farina 00, semola rimacinata, acqua e sale con l’aggiunta del 2% (sul peso totale degli ingredienti) di Chlorella vulgaris verde in polvere.
La proprietà che più mi ha affascinato di quest’alga è il fatto che dopo qualche minuto di lavorazione, si cominciano a creare dei legami, dovuti al rilascio dell’alga a contatto con l’acqua della pasta, di prodotti simili all’alginato e alla carragenina che rendono l’impasto elastico e malleabile come fosse pasta all’uovo.
Potenzialmente la pasta non ha un sapore molto invadente e può essere usata anche solo per i suoi colori brillanti.
Considerando che ci sono polveri di alge verdi, rosse e blu questo ci da la possibilitaà di una combinazione di colori e di sapori meno scontata delle solite paste colorate.
Un piatto del genere qui a Perth non funzionerebbe ancora. Una delle ragioni è data dal fatto che in Western Australia è proibita la vendita autoctona delle alghe e per quelle che potrebbero arrivare da un altro stato i fornitori non si prendono la responsabilità della freschezza in quanto dopo le 24 ore dalla raccolta le alge vanno necessariamente o preparare o disidratate inquanto il processo degenerativo è molto rapido, come per la maggiorparte dei prodotti ittici.

Comunque, le alghe come dice anche Bottura sono il cibo del futuro.

Altre persone che stanno instancabilmente sperimentando combinazioni con le paste sono i creatori di “IDEAS IN FOOD”.

Degli idoli, queste persone sono una delle poche ragioni per cui io continuerò a fare questo lavoro per sempre con fierezza.

 

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