Ok, ok…
Nessuno qui pretende di avvicinarsi agl’epici biscotti di Prato.
Però una delle cose che mi da più fastidio quando si scorrono i siti internet nei quali si discute o meno della versione o della ricetta che si preferisce portare in tavola è quasi certo il fatto che le ricette riportate poco si avvicinano alla realtà che molto spesso diverge in malo modo dalle aspettative.
Quindi con questo post chiedo a chiunque abbia mai intenzione, o conosca qualcuno che fa queste cose, di fare le persone serie ed evitare di mettere ricette, in particolar modo di biscotti, che rovinino la giornata di qualcuno.

Credo sia una questione etica, cioè io faccio i biscotti, perchè o ho ospiti o sono cosi felice  da cimentarmi nello spendere una buona ora e mezzo a prepararmi qualcosa di dolce con cui accompagnare il primo pasto della mia giornata (o l’ultimo).
Non voglio rovinarmi le aspettative, chi scrive ricette non veritiere (in particolar modo qulle dei biscotti) è potenzialmente il terrorista delle colazioni di qualcun’altro.

Detto ciò oggi condivido con voi la ricetta che ho appena fatto, come detto all’inizio del post non voglio pretendere che i miei biscotti siano più buoni di quelli di chiunque altro, funzionano. Punto.
La scelta che ho fatto di renderli più morbidi è relativa al fatto che voglio avere il piacere di mangiarli anche da soli senza doverli necessarimanete inzuppare in qualcosa.

Note:
– Io non uso grassi per questa ricetta tranne quelli naturalmente presenti nelle uova, (fosfatidilcolina e colesterolo)
questo può a seconda dei casi riassumenrsi in un impasto leggermente secco, regolatevi di conseguenza prima di creare i filoncini, non aggiungete acqua (poichè il glutine che si formerebbe renderebe i bisoscotti troppo densi e poco appetibili) , al limite potete aggiungere alla ricetta, prima di mischiare le uova, 60 grammi di burro morbido ( o lardo)
– Io sostituisco un uovo della ricetta a circa 80 grammi di sciroppo d’acero, ma non sempre è facilmente reperibile, e come il resto della ricetta fa solo parte di un interpretazione personale.
-la farina autolievitante può essere sostituita dal lievito per dolci, in media se ne usano 15 grammi per mezzo chilo di farina.

Premessa:
Le mandorle, non spellate, vanno arrostite in forno ad una temperatura, (NON CONSIGLIO SUPERIORE), ai 180°C  per 20 minuti. Giusto il tempo necessario affinchè l’umidità all’interno delle mandorle evapori, lasciando che la rezione di Maillard (assieme al quantitavo naturale di olio nelle mandorle) le dori garantendone una maggior fragranza.

500 grammi di farina bianca 0

500 grammi di farina bianca autolievitante

400 grammi di zucchero bianco

100 grammi di zucchero morbido di canna

500 grammi di mandorle tostate

1 grammo di essenza di mandorle amare

I semi di una bacca di vaniglia

9 uova da 60/62 grammi

Un pizzico di sale

(sciroppo d’acero opzionale)

Procedimento:
1) Nella planetaria mischio tutti gli ingredienti secchi: (farine, mandorle, zucchero, vaniglia e sale.)

2) In una ciotola sbattere le uova con le due ezzenze

3) Aggiungere le uova alle farine, amalgamare a bassa velocità per solo il tempo necessario a formare un impasto malleabile non troppo bagnato che si attacchi alle mani.

4) Creare dei filoncini di due centimetri di larghezza e uno di altezza, dargli, tra di essi, il necessario spazio affinchè lievitino durante la cottura.

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5) Infornare a 180°per 20 minuti

6) Estrarre dal forno e procedere con il taglio di un centimetro per biscotto.

IMG_9500

7) Rimettere in forno a 180°e cucinare per altri 15/20 minuti.

Se tutto è andato per il verso giusto dovreste avere un risultato simile al mio.

Buona colazione.

 

 

 

 

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